Italiano
 
 

STORIA

 

Il massiccio della Marmolada si estende per 4/5 in territorio trentino e per 1/5 in territorio veneto. Anche in passato è sempre stata terra di confine, prima tra Principato di Bressanone e Repubblica di Venezia, poi tra Impero Austro -ungarico e Italia. Acquisì grande importanza strategica durante la 1° guerra mondiale. All’inizio le condizioni climatiche difficili dovute alla notevole altitudine ,venne considerata “terra di nessuno”. In seguito entrambi gli eserciti intuirono l’ importanza strategica della zona. Da un lato gli Italiani capirono che , superata la Marmolada, avrebbero potuto facilmente entrare in Val di Fassa , puntare verso la Val Gardena, Bolzano e il Brennero. Dall’altra gli Austro -ungarici dalle vette della Marmolada potevano controllare i movimenti delle truppe italiane in tutta la Valle del Cordevole.

 

Gli Austro -ungarici per primi fortificarono con 700 uomini la cresta da p. Penia fino alla Forcella a Vu. I rifornimenti quotidiani (di circa 2000 kg) di armi, legnami, attrezzi, sostentamento venivano effettuati da prigionieri di guerra in prevalenza di origine russa, sotto la sorveglianza di soldati austriaci. Da Monaco di Baviera a Selva di Gardena arrivavano con il treno gli approvvigionamenti e da qui partiva un sistema di teleferiche che attraverso i passi dolomitici permetteva di raggiungere direttamente le linee del fronte. Tre di queste teleferiche arrivavano nella zona della Marmolada, una a Porta Vescovo, una all’accampamento sotto il rifugio Bamberg, ora denominato Castiglioni, e la terza riforniva l’accampamento del Grn Poz (dove nel 1917 morirono in una volta sola più di 300 soldati a causa di una disastrosa valanga).

 

Gli Italiani dopo numerosi tentativi di conquista si stabilirono con 300 soldati sulla parete orientale della Marmolada, a p. Serauta. 

 

Verso la fine del 17, dopo 2 anni di combattimenti gli Italiani riuscirono a conquistare la Forcella “a Vu”, scavando una galleria nella roccia lunga 240 m e posizionando una mina proprio in prossimità della principale postazione austriaca.

 

Due furono le grandi intuizioni realizzate sul fronte della Marmolada. La prima è la città di ghiaccio ideata dal tenente Leo Handl nel 16. Era una vera e propria città dentro il ghiacciaio costituita da 10 km di gallerie, fino a una profondità di 50 m, con segnaletica di orientamento, illuminazione, camere di decompressione contro i vortici d’aria e tutte le strutture necessarie per la vita di 300 uomini.

 

La seconda fu ideata nel 17 dal generale Peppino Garibaldi per superare la parete sud che con i suoi 900 m di dislivello di roccia verticale, levigata e compatta rappresentava un ostacolo di estrema difficoltà per qualsiasi alpinista. Egli ipotizzò di raggiungere la cima con un pallone aerostatico manovrabile dal basso in modo da consentire l’approdo su un terrazzamento poco sotto la sommità. Il pallone dopo varie prove fu portato in quota fino ai piedi della parete sud, ma l’impresa fu abbandonata in seguito agli eventi di Caporetto. Quell’anno, il 17, fu l’ultimo di permanenza degli Italiani in Marmolada, dopo i tragici avvenimenti sul fronte dell’Isonzo, lo schieramento si stabilì sul Piave, abbandonando dopo 30 mesi la Marmolada per il resto della guerra.

 


VIVERE LA STORIA

 

Ancora oggi, sulla Marmolada, sono ben visibili le tracce della Prima Guerra Mondiale.

I camminamenti, le postazioni e le trincee tuttora presenti, sono facilmente raggiungibili attraverso dei percorsi e permettono al visitatore di vivere la storia appresa sui banchi di scuola.

 

Per quasi tutta la durata del conflitto, la Marmolada è stata il teatro di numerosi combattimenti.

Avvenimenti che l'hanno modificata esteriormente: la Città dentro il ghiaccio, documentata da vecchie fotografie, le gallerie,

i cunicoli e i numerosi reperti rivenuti negli anni successivi.

 

Oggi, le testimonianze tragiche di quel conflitto sono raccolte e mostrate al pubblico da due musei: il Museo privato della Grande Guerra, in località Fedaia e il Museo della Marmolada, istituito nella stazione della funivia di Serauta.

 

 

Per non dimenticare:

 

www.cimeetrincee.it

 

www.frontedeiricordi.it

 

 

 

 

 

 

Trentino Marmolada Club Alpino Italiano Facebook Dolomiti Email Rifugio Castiglioni Marmolada Associazione Rifugi Trentini APT Val di Fassa Trentino Marmolada Club Alpino Italiano Facebook Dolomiti
Rifugio Castiglioni Marmolada